La domanda di condanna al pagamento delle spese per la procedura di mediazione non costituisce domanda autonoma

La domanda di condanna al pagamento delle spese per la procedura della mediazione non costituisce domanda autonoma e, pertanto, non si cumula con le altre domande.

La Cassazione con l’ordinanza 2023 n. 32306, emessa a seguito di regolamento di competenza, chiarisce che la richiesta di rimborso delle spese di avvio della mediazione non costituisce domanda autonoma e, pertanto, non va considerata ai fini della individuazione del giudice competente per valore (non cumulandosi con il valore della domanda principale).

L'art. 10 c.p.c. stabilisce che il valore della causa ai fini della competenza si determina dalla domanda e che a tale effetto le domande proposte nello stesso processo contro la medesima persona si sommano tra loro, e gli interessi scaduti, le spese e i danni anteriori alla proposizione si aggiungono al capitale.

Il procedimento di mediazione - che può essere sempre disposto dal giudice anche d'appello - è, infatti, condizione di procedibilità per un numero significativo di controversie (v. l'elenco di cui all'art. 5 del d.lgs. n. 28/2010) e il suo mancato esperimento comporta l'improcedibilità della domanda proposta al giudice (v. l'appena citato art. 5, al comma 2).

 

Il caso

  • Citazione in giudizio avanti al Tribunale con domanda di pagamento di euro 5.000,00 oltre al pagamento di euro 48,80 a titolo di spese per la procedura della mediazione.
  • Il Tribunale dichiara la propria incompetenza per valore, essendo competente il Giudice di Pace.
  • Le parti attrici ricorrono per regolamento di competenza, lamentando la violazione dell’art. 7 c.p.c.

 

La Cassazione, nel rigettare il ricorso, sul punto precisa:

Le spese di mediazione vanno assimilate alle spese del processo, nelle quali la giurisprudenza della Suprema Corte fa rientrare le spese sostenute ai fini della sua instaurazione (si pensi alla somma pagata per il c.d. contributo unificato) e che non sono cumulabili alla domanda ai fini della determinazione del valore di essa (cfr. Cass. 7695/2019, Cass. 26592/2009 e Cass. 6901/1982). D'altro canto l'art. 13 del d.lgs. n. 28/2010, rubricato "spese processuali", laddove parla di esclusione della ripetizione delle spese sostenute dalla parte vincitrice considera pure le spese per l'indennità corrisposta al mediatore e per il compenso dovuto all'esperto, così assimilando le spese del procedimento di mediazione a quelle giudiziali in senso proprio.